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Sala dei Teatini
Note storico - artistiche
La chiesa di San Vincenzo fu costruita dai Teatini verosimilmente
a partire dal 1595/1600, sull’area messa a disposizione
dal vescovo Burali al loro arrivo a Piacenza nel 1571.
Sul luogo
già sorgevano edifici legati alla chiesa parrocchiale
di San Vincenzo, edificata dal 1278, in sostituzione di una più antica
fondazione medievale. Il progettista, il teatino napoletano Pietro
Caracciolo, ripropose lo schema delle chiese piacentine del tempo,
prendendo spunto dalla intensa attività architettonica
di Alessio Tramello, ma il progetto fu cambiato e la nuova costruzione
venne ampliata in corso d’opera verso la facciata lungo
via Scalabrini.
L’edificio fu consacrato il 29 giugno 1612
ed il 23 ottobre 1616 da Monsignor Claudio Rangoni, vescovo di
Piacenza. I Padri Teatini abitarono il convento di San Vincenzo
fino al 13 settembre 1810, quando Napoleone ordinò la
soppressione di tutte le corporazioni religiose.
Con lo scioglimento
dell’ordine teatino, la chiesa e l’annesso convento
furono incamerati dal Governo, ma, dopo una lunga serie di traversie,
vennero messi all’asta e passarono alla congregazione dei
Fratelli delle scuole cristiane che, dopo il loro ritiro nel
1972, vendettero gli immobili al Comune di Piacenza.
La chiesa
ha la facciata in mattoni a vista, disposta su due ordini architettonici,
ripartiti verticalmente da lesene (con capitelli dorici le inferiori
e ionici le superiori) e orizzontalmente da un fregio scandito
classicamente da triglifi.
Nell’ordine superiore si apre un finestrone centrale sormontato
da un timpano spezzato, a cui corrisponde inferiormente un imponente
portale in pietra e granito, evidenziato da colonne, che sorreggono
un’architrave con timpano mistilineo, coronato dallo stemma
dell’ordine dei Teatini.
L’impianto planimetrico è a
pianta longitudinale con transetto, suddivisa da robuste colonne
in tre navate, fiancheggiate da cappelle laterali, e conclusa nella
crociera da una cupola con alto tiburio.
La navata centrale è sormontata
da una volta a botte, unghiata in corrispondenza delle finestre,
mentre le navate laterali sono voltate a cupolette.
L’apparato
decorativo che riveste tutte le pareti, le volte e le cupole è stato
realizzato dagli inizi del ‘700 con imponenti e complesse
quadrature di Felice Biella e di Andrea e Giovan Battista Galluzzi,
e con rappresentazioni di angeli, profeti, figure allegoriche,
scene bibliche e santi (in particolare santi teatini e San Vincenzo
a cui la chiesa è dedicata) di Roberto De Longe, Giovanni
Evangelista Draghi e altri pittori attivi a Piacenza tra la fine
del sec. XVII e l’inizio del sec. XVIII.
Restauri
Grazie a due contributi della Fondazione di Piacenza e Vigevano,
nel 1997 e successivamente nel 2001 si è dato corso ad
un primo progetto di risanamento di parte delle coperture della
chiesa. Il vero e proprio restauro di tutto l’edificio,
finanziato con fondi comunali e statali, ha avuto inizio nel
2007 per concludersi alla fine del 2009
Il tetto è stato ripassato, reintegrato e messo completamente
in sicurezza; la facciata è stata pulita e consolidata nella
parti decoese, e le buche pontaie sono state chiuse. Mentre la
struttura del finestrone centrale è stata sostituita, sono
stati recuperati nel loro splendore originale i battenti lignei
del portale centrale e la relativa bussola interna.
L’intervento
più difficile, lungo e oneroso ha riguardato gli affreschi
che ricoprono tutte le superfici dell’interno. Essi avevano
subito una manutenzione generale nel 1836-37 ed ancora nel 1902
ed erano in pessime condizioni di conservazione: erano infatti
pesantemente ridipinti, lacunosi, ossidati, distaccati e in larga
parte bagnati dalle infiltrazioni d’acqua provenienti dal
tetto e dall’umidità di risalita dalle pareti.
L’intervento è stato suddiviso in due lotti di lavoro:
nel primo si sono svolte le operazioni mirate alla messa in sicurezza
e alla conservazione degli affreschi, nel secondo è stata
portata a termine la pulitura e sono state asportate le pesanti
ridipinture e le numerosissime stuccature eseguite nell’Ottocento.
Infine sono state eseguite le stuccature delle fessurazioni e degli
intonaci ed è stata realizzata la reintegrazione pittorica
di gran parte delle lacune con colori all’acquerello in sottotono,
con la tecnica del rigatino e con velature.
Sono state pulite e consolidate le balaustre e le parti in marmo
e in legno dell’altare maggiore e degli altari delle cappelle
laterali.
Gli stessi interventi sono stati compiuti sulle cornici e le decorazioni
in stucco, per le quali si è proceduto altresì alla
ricostruzione plastica dei modellati mancanti.
Anche il coro ligneo del presbiterio, la struttura portante e la
cassa dell’organo sono stati puliti, disinfestati e consolidati.
Si è poi provveduto alla reintegrazione delle parti mancanti
e lacunose e alle dorature.
Da chiesa ad auditorium, attraverso la tecnologia
Dal connubio fra una sapiente opera di restauro e il ricorso alle
più avanzate soluzioni tecnologiche, nasce l’auditorium
dei Teatini.
L’ex chiesa di San Vincenzo ha riacquistato lo splendore
originario grazie al recupero degli affreschi e delle opere lignee
esistenti - coro, cassa dell’organo, bussole d’ingresso
-, e attraverso la ristrutturazione dei locali dell’ex sagrestia,
ora adibiti a camerino, magazzino, deposito strumenti e locale
tecnico-regia.
Solo attraverso l’intervento della tecnologia, tuttavia,
uno spazio originariamente destinato al culto si è trasformato
in una sala prove e auditorium all’avanguardia, confortevole,
ben attrezzato e dotato di un’acustica di qualità.
L’intervento di maggiore impatto visivo è l’installazione
di un palcoscenico in legno, che occupa l’area compresa fra
l’altare e il primo pilastro della navata centrale. Sul piano
del palco è stata allestita un’innovativa camera acustica
trasparente composta da pannelli in policarbonato. Oltre a delimitare
fisicamente il palcoscenico, la struttura assolve alla funzione
di riflettere l’energia sonora generata dall’orchestra,
ottimizzando l’ascolto reciproco fra musicisti e la comprensione
sonora con il direttore.
Un sistema di tende in velluto oscurante, installate a copertura
del palcoscenico e sul perimetro dell’area destinata al pubblico,
garantiscono inoltre un’azione fonoassorbente.
Soluzioni all’avanguardia sono state adottate anche per il
riscaldamento, la conservazione e l’illuminazione degli ambienti.
L’impianto di riscaldamento, che corre sotto al piano di
calpestio del palco, è allacciato alla rete cittadina del
teleriscaldamento; mentre l’illuminazione artistica degli
spazi è stata realizzata utilizzando proiettori con lampade
a ioduri metallici, alogene fluorescenti a Led e fibre, con una
temperatura di colore che garantisce il massimo risalto degli affreschi.
Proprio per preservare i dipinti, è stato installato un
impianto elettrocibernetico che eviterà l’affioramento
dell’umidità e delle sostanze saline sulle strutture
murarie.
Tutti gli impianti sono governati e monitorati da una postazione
allestita nel locale regia, che permette altresì il controllo
remoto tramite modem e linea telefonica.
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generale
Sala
dei Teatini
ex chiesa di S. Vincenzo
via Scalabrini 9 - Piacenza
la sala è gestita dalla Fondazione Teatri di Piacenza >> contatti
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